1 gennaio 2020. Un altro "capo d'anno" che invita a fare bilancio di quanto si conclude: il primo ventennio del terzo millennio. E augùri, previsioni divinatorie, guardando all'anno che arriva.

Per chi vive nella scuola e ha fatto dell'educazione il campo professionale a cui dedicarsi viene naturale ragionare di ciò anche a Capodanno. E questa ultima settimana del 2019 ha visto il vertice del nostro Ministero "scattare" come le lancette a mezzanotte, passando da una "conclusione" a un "nuovo inizio".

Da un Ministro che tira le somme del suo mandato e rassegna le dimissioni, coerente con le premesse che aveva da subito messo al suo programma, a un successore che - senza troppi indugi - coraggiosamente gli succede.

Che commenti mai fare? Ammiro chi in questi giorni se l'è sentita di commentare. Ma io non me la sento proprio di seguire questa moda, e preferisco riflettere. Partendo dal vissuto personale che mi ha portato a contatto coi Ministri (tredici!) che si sono succeduti dal 1996 e hanno - in varia misura - influito sulla mia carriera scolastica e scientifica.

Sono tanti i ricordi positivi dei progetti ministeriali a cui ho avuto l'onore (e l'onere) di partecipare nella progettazione e prima attuazione, che oggi mi sento di riconoscere come elementi di CRESCITA, per me, per colleghi di scuola, per genitori e studenti di tutta Italia a vario titolo coinvolti. Certamente sono anche molti i ricordi negativi, di OCCASIONI MANCATE per cui un Ministero dell'Istruzione (con Università e Ricerca) avrebbe potuto scegliere di agire con più efficacia nella promozione dell'innovazione e dell'aggiornamento della Scuola, mentre la Società del terzo millennio repentinamente mutava gli scenari socio-educativi.

Il 2020 vedrà all'opera un nuovo Ministro che, dati alla mano, ha vissuto molto meno tempo nella Scuola e nell'Istituzione rispetto ai suoi predecessori. Saprà meglio "guardare lontano" e vedere il futuro dei giovani studenti e della Scuola? E il futuro della nostra Italia, fanalino di coda nelle graduatorie OCSE-PISA ma anche prima fonte di eccellenze per i "cacciatori di teste" di Aziende e Enti di ricerca di tutto il mondo, dove oggi i nostri ricercatori, laureati, diplomati e tecnici specializzati trovano facilmente impiego? Nostri ex-studenti cui basta qualche mail o attivare il profilo su Linkedin per vedere valorizzate all'estero le loro competenze cresciute nel Sistema dell'Istruzione italiano. Nonostante tutto.

Non lo so e non pretendo di saperlo. Ma - quasi come un antico arùspice - mi sento di augurare all'On. Ministro Azzolina di avere "occhio lungo" e mente sgombra da condizionamenti e titubanze, per portare la Scuola italiana sulla rotta giusta nelle tempestose acque del Terzo Millennio. La storia e tradizione didattica della scuola italiana sono un patrimonio troppo prezioso per restare bloccato nel '900, e non trovare il proprio ruolo-pilota della Società 5.0 in cui siamo già affacciati.

Buon 2020 a tutti noi!

prof. Giovanni Marcianò - Dirigente scolastico ITIS Sella di Biella;
autore "Robot & Scuola" - Hoepli 2017.

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